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Speciale: 70 anni di italiani in Germania, dai Gastarbeiter ai loro nipoti COSMO italiano 19.12.2025 27:00 Min. Verfügbar bis 19.12.2026 COSMO Von Francesco Marzano


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Dai Gastarbeiter ai loro nipoti: 70 anni di italiani in Germania

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a cura di Francesco Marzano e Daniela Nosari

Per la prima volta nel dicembre 1955 la Germania stipula un accordo con un altro Paese per reclutare manodopera per le sue fabbriche: arrivano così dall'Italia, soprattutto dal Sud, moltissimi giovani uomini e poi anche donne, che da ospiti utili ma discriminati diventano parte integrante della società tedesca. Un viaggio fra le generazioni, i clichè e chi oggi cerca di smontarli.

70 Jahre italienische Gastarbeiter

L'accordo italo-tedesco sulla manodopera

70 anni fa, il 20 dicembre 1955, l'Italia e la Germania dell'Ovest firmano il "Protocollo sull'assunzione di lavoratori italiani", l'accordo italo-tedesco sul reclutamento di manodopera chiamato in tedesco "Anwerbeabkommen". Per la prima volta il flusso migratorio viene regolato dai due Paesi in via ufficiale e coordinata, ma l’immigrazione italiana in Germania risale addirittura al secolo precedente.

70 Jahre italienische Gastarbeiter im Zug

Italiani tornano a casa per Natale

Servono lavoratori per le fabbriche tedesche del dopoguerra, e l'Italia cerca lavoro per i molti disoccupati, soprattutto nelle regioni meridionali. Chi arriva in quel periodo di solito non sa il tedesco, ha spesso un contratto di lavoro già in tasca, deve sottoporsi ad una visita medica che ne valuti l'idoneità e in Germania si ritrova a vivere stipato in baracche vicino alle fabbriche. Le stazioni diventano il luogo di ritrovo della domenica e l'idea di chi arriva, ma anche della Germania, è che questi lavoratori tornino a casa dopo un paio d'anni. Ecco perché li chiama con l'eufemismo "Gastarbeiter" – perché quali ospiti arrivano per lavorare?

Seguono accordi con la Spagna (1960), la Grecia (1960), la Turchia (1961), il Marocco (1963), il Portogallo (1964), la Tunisia (1965) e la Jugoslavia (1968). Per quanto riguarda gli italiani, secondo l'Agenzia federale per il lavoro solo tra il 1956 e il 1972 sono arrivati nella

Repubblica Federale Tedesca come lavoratori due milioni di italiani, con un picco nel 1965 con oltre 200.000 nuovi arrivati. Nel 1973 c'è stato poi un blocco delle assunzioni bilaterali.

Ma gli italiani hanno continuato e continuano ad arrivare in Germania, e in questa puntata del podcast ascoltiamo voci di ieri e di oggi, tratte da interviste e video realizzati da COSMO italiano.

Lorenzo Annese, da Alberobello alla Volswagen

Lorenzo Annese und Frank Walter Steinmeier

Lorenzo Annese con il Presidente federale Steinmeier

Lorenzo Annese è uno dei primi, arriva dalla Puglia in Germania nel 1958 con un contratto per lavorare nel settore agricolo. L'arrivo in Bassa Sassonia di notte e dopo oltre tre giorni di viaggio è uno choc, ma un colpo di fortuna vuole che conosca subito la sua futura moglie, una tedesca. Annese riesce poi ad entrare come operaio alla Volkswagen e diventa uno dei primi sindacalisti. Ora racconta la storia dell'emigrazione italiana nelle scuole italiane, per combattere il razzismo che vede nei nuovi lavoratori stranieri una minaccia.

Acciaierie e miniere: italiani nella Ruhr

Anche Francesco D'Avino e Carmela Capobianco sono arrivati in Germania dal Sud Italia, per la precisione da Frigento, in Campania, rispettivamente nel 1958 e nel 1961. Si sono stabiliti a Duisburg e hanno lavorato, fra l'altro, all'acciaieria Thyssen. Li abbiamo accompagnati sui luoghi di allora, nell'area industriale del Landschaftspark Nord, che è stata trasformata in un parco aperto al pubblico.

Guarda il video con la storia di Francesco e Carmela

02:12 Min. Verfügbar bis 28.11.2028

Molti italiani hanno lavorato nelle miniere della Ruhr, a Oberhausen per esempio. Ne abbiamo parlato con Gianni Manca, che è stato ingaggiato da un'azienda come meccanico industriale quand'era ancora un ragazzo a Milano, e che a Oberhausen ha fondato un circolo frequentato dai minatori sardi della zona.

Anche lo zio di Rosetta Leone è arrivato a Oberhausen per lavorare in miniera, ma ha poi aperto uno dei primissimi ristoranti italiani in Germania, creando un punto di ritrovo importante per la comunità italiana della città.

Guarda il video di Rosetta Leone nel suo ristorante

02:05 Min. Verfügbar bis 28.11.2028

Le generazioni dopo i "Gastarbeiter"

Marilena Rossi, soziale und politische Arbeit für die italienische Community

Un ritratto di Marilena Rossi

Ma chi sono gli italiani arrivati a partire dagli anni Ottanta, e che arrivano ancora oggi? Che lavori fanno, e con quali motivazioni? Ne abbiamo parlato con la sociologa Edith Pichler di Berlino, che sfata il mito che ormai siano tutti « cervelli in fuga », ma anche con Marilena Rossi che a Dortmund lavora da anni al patronato Ital Uil e per gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero Comites e CGIE.

Cesare Karl Mancini

Cesare Karl Mancini

Dallo storico Carlo Gentile arrivato negli anni Ottanta a Serena Bertone, "cervello in fuga" dal 2000 e approdata all'ESA di Colonia, dove ha addestrato astronautidel calibro di Samantha Cristoforetti e dove ora coordina le missioni spaziali europee, dalla comedian di Monaco Giada Severini al pallanuotista italo-tedesco Cesare Karl Mancini per arrivare ad Alessio, influencer e nipote di "Gastarbeiter": scopri gli altri nostri video per i 70 anni di Italiani in Germania cliccando sul link.

Figlie e nipoti di oggi contro i clichè

A volte l'italiano non è più la loro prima lingua, perché sono nati in Germania o hanno genitori italo-tedeschi, magari parlano un dialetto oltre al tedesco, ma i legami con l'Italia sono spesso ancora molto forti. Aurora Rodonò è una di loro, nata da genitori arrivati in

Assia all'inizio degli anni Sessanta, ha cominciato ad occuparsi del tema migrazione per la sua storia familiare, ma è diventata poi la sua professione. Abbiamo parlato di questo, ma anche del progetto Makkaroni Akademie da lei fondato con Aurora Rodonò, curatrice del settore di storia della migrazione al museo cittadino di Berlino, lo Stadtmuseum.

Con le fotografe e ricercatrici Rosanna D'Ortona, Francesca Magistro e Luisa Zanzani, Aurora Rodonò ha fondato la Makkaroni Akademie, un progetto sperimentale che tematizza la migrazione soprattutto italiana in Germania, cercando di ribaltarne i cliché e creando spazi e opportunità di scambio attraverso formati artistici. Uno di questi è la mostra "MAKKARONI SETTANTA – Esperimento collettivo" in corso a Colonia fino all'11 gennaio 2026.

Circa 20 artisti e artiste con diversi stili e mezzi espressivi, ma anche diversi background migratori, affrontano il tema della migrazione italiana in Germania e offronto spunti di incontro e dibattito, con testimonianze, film, musica e uno spazio di cucina collettiva.

« Makkaroni Settanta – Esperimento Collettivo", Temporary Gallery, Mauritiuswall 35, Colonia, aperta dal giovedì alla domenica dalle 12 alle 18 e con un programma di eventi per cui gli orari in alcuni giorni possono differire. Domenica 11 gennaio Aurora Rodonò dialogherà con Antonella Giurano, protagonista della migrazione a Colonia, che ha vissuto anche le lotte operaie ed è stata per molti anni membro del Consiglio per l'integrazione cittadino.