La Ruhr fra crisi economica e d'identità. COSMO italiano. 02.12.2025. 21:01 Min.. Verfügbar bis 02.12.2026. COSMO. Von Francesco Marzano.
La Ruhr fra crisi economica e d'identità
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a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Daniela Nosari
Reinventarsi dopo le glorie del passato industriale e minerario è da decenni la grande sfida per la Ruhr, area metropolitana e multiculturale tra Duisburg e Dortmund a cui la Germania guarda ora con preoccupazione. Ce ne parla Cristina Giordano. Ma come l'hanno vissuta gli italiani arrivati negli anni Settanta? E chi arriva oggi? Gianni Manca conosce bene la comunità dei minatori sardi di Oberhausen, mentre Gioacchino Di Vita è presidente del Comites di Dortmund e vive da pochi anni nella Ruhr.
Una veduta dall'alto del sito Unesco Zollverein, Essen
Bacino della Ruhr: dall’industrializzazione alla crisi
La zona un tempo motore dell'economia tedesca, da anni, sta vivendo una profonda crisi. In città come Gelsenkirchen la disoccupazione supera il 15%, a Duisburg arriva al 13%. Più del doppio rispetto alla media nazionale tedesca del 6,3% .
In questa regione inoltre il rischio povertà è altissimo. Secondo un rapporto dell'associazione di assistenza sociale Paritätischer Wohlfahrtsverband, nel 2024 una persona su cinque nella regione della Ruhr viveva in condizioni di povertà, molto diffusa soprattutto tra i bambini e tra gli anziani. Un triste primato che si è registrato a Gelsenkirchen, Bottrop e nel distretto di Recklinghausen.
Forse non a caso, tra le dieci città con il più alto tasso di indebitamento privato ci sono proprio Gelsenkirchen (17,1%), Herne (16,6%), Hagen (16,5%) e Duisburg (16,3%). Dopo anni di crisi dovute a pandemia, bollette più care per l'energia e inflazione, i risparmi di molti consumatori si sono esauriti, e molti cittadini sono costretti a ricorrere a piccoli prestiti, o pagano tutto a rate. Lo dice l'“Atlante dei debitori 2025” uscito due settimane fa.
Quando è iniziata la crisi nel Bacino della Ruhr?
I momenti storici economicamente forti per questa regione sono stati: l'industrializzazione, le due guerre mondiali in cui l’acciaio serviva soprattutto per fabbricare armi, e il “miracolo economico” del primo Dopoguerra. Già tra la fine degli anni '50 e l’inizio degli anni ‘60 si è verificata la prima grave crisi mineraria, che ha portato a licenziamenti. Il carbone infatti era meno richiesto perché le importazioni erano più convenienti e perché al suo posto si iniziava a usare il petrolio.
Quartiere a nord della città di Dortmund
Dal 2000, poi, questa regione è rimasta nettamente indietro rispetto a come si stava evolvendo il mercato del lavoro tedesco, e il polo minerario-industriale che ha caratterizzato la storia economica di questa regione non esiste (quasi) più. L'ultima miniera di carbon fossile è stata chiusa alla fine del 2018. Nel frattempo la regione si sta trasformando, anche a causa del processo di transizione ecologica che porterà la Germania fuori dal carbone entro il 2038.
Molti posti di lavoro persi anche nell’industria
Oltre alla crisi del carbone, a poco a poco i grandi centri urbani come Essen, Dortmund o Bochum hanno ridotto la densità industriale. Alcuni tentativi di portare qui nuovi posti di lavoro sono stati un fallimento. La Nokia di Bochum ha ricevuto 90 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche dalla metà degli anni '90, ma è stata chiusa nel 2008 dopo aver delocalizzato la produzione in Romania, dove è più conveniente.
In altri casi, c'è stato il tentativo, in parte riuscito, di riconvertire aeree industriali in altri settori. È quello che è successo sull'area dove prima sorgeva lo stabilimento OPEL di Bochum, area che oggi ospita laboratori univrsitari e start up.
Da fabbriche a parchi per il tempo libero
Il Landschaftspark di Duisburg, oggi attrazione turistica, era un tempo uno stabilimento Thyssen entrato in funzione il 16 maggio 1903 con l'accensione dell'altoforno 1. Oggi invece nell'area degli ex altiforni si tengono concerti, spettacoli teatrali, si proiettano film, e in un gasometro c’è persino una piscina per sub. Anche a Oberhausen, l’ex gasometro è uno spazio aperto a installazioni d’arte e fotografia. Di fianco si trova un bosco e uno dei parchi avventura naturali più grandi di tutta la Germania.
La miniera di carbone Zollverein di Essen, fondata nel 1834, una delle più produttive in tutta la Germania è stata dichiarata patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2001. E fa parte dell'Itinerario europeo della cultura industriale, oltre ad avere anche un interessante museo, in cui si trovano molti reperti di minatori, anche italiani. Questi sono tutti ottimi esempi di riqualificazione industriale.
La crisi dell’acciaio
Tra le ultime crisi che hanno avuto contraccolpi in questa regione, c’è senz'altro la crisi dell’acciaio generata dai prezzi energetici elevati per la produzione. Oltre alla concorrenza con l’acciaio cinese, più economico. Una crisi che ha fatto sì che anche un colosso come Thyssen parlasse di chiusura di stabilimenti.
Tutto ciò si inserisce all’interno di una crisi più ampia, che sta colpendo tutta la Germania, definita “la peggiore crisi dalla fondazione della Repubblica Federale” dal presidente della Confindustria tedesca Peter Leibinger, BDI.
Gli italiani della Ruhr
Si definisce “emigrato privilegiato”, arrivato in Germania negli anni '70 con un contratto di lavoro e con la sicurezza di un alloggio. Gianni Manca, oggi 77 anni, fu scelto fresco di diploma, insieme ad altri giovani, per lavorare in un’azienda mineraria a Oberhausen. Manca era un meccanico industriale, preparava le pale meccaniche da impiegare nelle miniere. A Cosmo Italiano Gianni Manca ci racconta la sua storia di emigrazione.
Gioacchino Di Vita, avvocato e Presidente del Com.It.Es. di Dortmund è invece arrivato nel 2018 dalla Sicilia, dopo aver trascorso un periodo Erasmus a Berlino. Qui, nella Ruhr ha trovato una “seconda Italia”, perché dice, la presenza di italiani è molto forte. Con Gioacchino Di Vita abbiamo inoltre parlato dell'elevato consenso raccolto dal partito di estrema destra AfD alle ultime elezioni comunali in alcune città della Ruhr, a Gelsenkirchen AfD ha raggiunto quasi il 30%.