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Tasse, pensioni e cittadinanza: novità per chi vive all'estero COSMO italiano 21.01.2026 14:51 Min. Verfügbar bis 21.01.2027 COSMO Von Luciana Caglioti


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Tasse, pensioni e cittadinanza: novità per chi vive all'estero

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a cura di Luciana Caglioti, Cristina Giordano e Cristiano Cruciani

Prima puntata del nostro speciale sulle novità per gli italiani in Germania in tema di tasse, cittadinanza e servizi consolari. Cristina Giordano ci spiega cosa è cambiato dal primo gennaio 2026, mentre con Federica Onori, deputata eletta nella circoscrizione Estero-Europa, parliamo della stretta sulle regole della cittadinanza per i figli degli expat.

Unterlagen, Dokumente

Attenzione alle nuove regole per gli italiani all'estero

Tasse e italiani all’estero

È importante fare attenzione alle regole sulla residenza fiscale del Paese in cui si sceglie di pagare la tasse. Se si è scelto di pagare le tasse in Italia, bisogna risidere nel Bel Paese almeno 183 giorni consecutivi – quindi almeno 6 mesi.

Ma indipendentemente da questo, anche chi paga le tasse in Germania, e possiede una casa in Italia, deve comunque pagare l’IMU, la tassa sugli immobili e la TARI, la tassa sui rifiuti. Una buona notizia è che queste imposte recentemente sono state ridotte proprio per gli italiani all’estero, anche se solo per i comuni sotto i 5mila abitanti.  A questo tema abbiamo dedicato una puntata del podcast intitolata: "Imu e Tari: tutte le novità per gli italiani all’estero".

Pensioni e italiani all’estero

L’INPS, l’ente previdenziale Italiano sta portando avanti la campagna di verifica dell’esistenza in vita, o meglio l’“accertamento generalizzato dell'esistenza in vita”, rivolto a tutti quei pensionati che ricevono il pagamento all’estero della pensione italiana. In sostanza l’INPS controlla che non vengano pagate pensioni a persone già decedute. Non sempre si tratta di controlli diretti con l’invio di moduli da compilare a casa. In Germania l’INPS si appoggia alla Deutsche Rentenversicherung per verifiche incrociate su possibili decessi.

Una buona notizia in tema di pensioni, dal primo gennaio 2026 le pensioni italiane hanno subito una rivalutazione dell’1,4% per adeguarsi all’inflazione. L’assegno minimo sale a 611,85 euro mensili.

E infine a proposito di burocrazia, e di strumenti utili a comunicare con le istituzioni italiane come l'INPS, dal primo gennaio lo SPID e cioè il Sistema Pubblico di Identità Digitale per gli italiani all’estero continuerà a essere gratuito. È bene ricordarlo perché di recente Poste italiane ha introdotto un canone di 6 euro, ma vale solo per i residenti in Italia. Si usa lo SPID per comunicare oltre che con l’INPS, anche con l’Agenzia delle Entrate, e per richiedere certificati e attestati.

La cittadinanza dei bambini italiani nati all’estero

Il principio cardine della nuova riforma introdotta lo scorso anno è che lo “ius sanguinis”, cioè il principio giuridico secondo cui la cittadinanza si acquisisce per discendenza, vale solo le vengono rispettate determinate condizioni, che il Ministero definisce “vincoli” e che devono essere accertati.

In sostanza deve esistere almeno uno di questi presupposti:
- uno dei due genitori o uno dei nonni devono essere italiani, questo perché con questa nuova legge la cittadinanza italiana è automatica solo per due generazioni
- i genitori devono avere solo ed esclusivamente la cittadinanza italiana, quindi non devono essere in possesso di nessun altro passaporto.
-il genitore naturalizzato Italiano, chi ha acquisito la cittadinanza italiana solo in un secondo momento, deve aver vissuto e aver avuto la residenza per almeno due anni consecutivamente in Italia. Una regola che vale anche per il bambino.

Come chiedere la cittadinanza italiana per bambini nati all’estero?

Non basta rispettare i presupposti sopra indicate, ma bisogna presentare una domanda affinché venga verificato che i “vincoli” indicati dalla legge siano rispettati. Attualmente è il consolato di appartenenza ad occuparsene e dal primo gennaio, per le documentazioni presentate ai consolati non si paga più il contributo di 250 euro. La domanda può essere richiesta entro tre anni (non più solo uno). Dopo questi tre anni, questo diritto decade.

Kind, Eltern

Nuove regole per la cittadinanza dei bambini italiani nati all'estero

Attenzione anche al fatto, che a partire dall'anno prossimo, a meno che non subentrino cambiamenti in corso d'opera, si dovrà inoltrare la domanda a un ufficio speciale centralizzato alla Farnesina. Questo per far sì che in futuro si alleggerisca il lavoro dei consolati, che dovranno concentrarsi sui servizi quotidiani per i cittadini. Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi hanno motivato queste nuove regole, per “evitare abusi”, e quella che è stata definita “la commercializzazione” dei passaporti italiani.

Federica Onori, deputata di Azione, eletta per la circoscrizione Europa e responsabile per gli italiani all'estero racconta di numerose segnalazioni di cittadini che hanno riscontrato difficoltà nella presentazione della documentazione e in generale nella registrazione del proprio Figlio.