Live hören
Jetzt läuft: Circles von Post Malone & Swae Lee

Migranti e paesi sicuri COSMO italiano 27.08.2025 20:51 Min. Verfügbar bis 27.08.2026 COSMO Von Luciana Caglioti


Download Podcast

Migranti e paesi sicuri

Stand:

a cura di Luciana Caglioti, Giulio Galoppo e Cristiano Cruciani

La sentenza della Corte di Giustizia Europea ha stabilito dei criteri per decidere se un migrante possa essere rispedito nel proprio paese d’origine, i dettagli da Giulio Galoppo. Questa sentenza è stata emessa a causa del ricorso di due cittadini del Bangladesh trasferiti in un centro di permanenza in Albania, in base al protocollo Italia-Albania. Che cosa cambia adesso? Ne abbiamo parlato con esperto di diritti dell'immigrazione Fulvio Vassallo Paleologo.

Flüchtlingsboot auf offenem See

L'emergenza rifugiati pone i Governi europei di fronte a nuove sfide

Come si è arrivati alla sentenza della Corte di giustizia dell’UE?

La Corte di giustizia dell’UE si è espressa dopo un rinvio del Tribunale di Roma, che finora non ha mai riconosciuto legittimi i fermi dei migranti soccorsi nel Mediterraneo e portati nei centri di trattenimento in Albania, solo perché provenienti da Paesi considerati “sicuri” dal governo italiano, come Egitto e Bangladesh.

Il caso nasce da due cittadini bangladesi: salvati in mare e trasferiti nel 2024 al centro albanese di Gjadër, si sono visti respingere la domanda d’asilo con procedura accelerata, perché il Bangladesh è stato inserito dal governo Meloni tra i Paesi sicuri. Ma la legge non chiarisce su quali fonti si basa questa valutazione, quindi non è possibile verificarne l’attendibilità.

Per questo, diversi tribunali hanno bloccato l’applicazione del modello, ricordando che in Bangladesh ci sono segni di oppressione politica e poca protezione per le minoranze. Alla fine la questione è arrivata in Europa, e da Lussemburgo è arrivata la sentenza.

Cosa stabilisce la sentenza?

La sentenza della Corte di giustizia europea può essere riassunta in tre punti chiave:

- Le domande di asilo possono essere accelerate e respinte solo se il Paese di origine del richiedente asilo è inserito in una lista legalmente vincolante di Paesi sicuri.

- Per essere inclusi in tale lista, i governi devono fornire fonti trasparenti e verificabili che dimostrino l'assenza di minacce di persecuzione nel rispettivo Paese.

- Un Paese può essere considerato sicuro solo se tutti i gruppi della popolazione sono adeguatamente protetti su tutto il territorio.

Le reazioni del Governo italiano

Migranten besteigen im Hafen von Shengjin im Nordwesten Albaniens ein Schiff der italienischen Küstenwache, das sie nach einer Gerichtsentscheidung in Rom aus Lagern in Albanien nach Italien bringt.

Migranti vengono riportati dal centro di trattenimento di Shengjin (Albania) verso l'Italia

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha criticato aspramente la sentenza. Secondo lei la giurisdizione europea rivendica spazi che non le competono e “indebolisce le politiche di contrasto all'immigrazione illegale di massa e di difesa dei confini nazionali". Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che questa sentenza non lo convince per nulla, mentre il capo del Viminale Matteo Piantedosi si spinge anche oltre e afferma: "Male dare poteri politici a giudici". Per Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra, la sentenza della Corte Europea di giustizia è, invece, il trionfo del diritto internazionale e del buon senso.

Cosa significa questa sentenza per la Germania?

Anche la Germania guarda con attenzione alla decisione arrivata da Lussemburgo. Il Ministro degli Interni Alexander Dobrindt (CSU) vuole, infatti, regolamentare in futuro la categorizzazione dei Paesi di origine in modo simile all'Italia, cioè senza l'approvazione del Bundestag e del Bundesrat. Una legge corrispondente è attualmente in discussione al Bundestag. Se la legge entrasse in vigore, il governo tedesco sarebbe in grado di classificare autonomamente i Paesi come sicuri, ma, secondo la sentenza della Corte di giustizia europea, dovrebbe essere in grado di dimostrare in modo trasparente perché il rispettivo Paese è stato classificato come sicuro.

Reazioni sono arrivate anche dall’eurodeputato tedesco dei Verdi, Erik Marquardt, che chiede al governo federale di rivedere l’elenco dei cosiddetti Paesi di origine sicuri. A sostenerlo è anche Max Lucks, portavoce per i diritti umani del gruppo parlamentare dei Verdi al Bundestag. Secondo Lucks, la decisione rappresenta un vero e proprio “avvertimento per il governo tedesco”.

Riforma della procedura d’asilo          

La sentenza della Corte di Giustizia dell’UE potrà essere applicata solo fino al 12 giugno 2026, quando entrerà, infatti, in vigore, il nuovo regolamento europeo sulla procedura d’asilo. La riforma ha lo scopo di rendere più facile per gli Stati membri classificare i Paesi di origine sicuri. Inoltre, numerosi Stati membri dell'UE, tra cui Germania e Italia, chiedono che i Paesi di origine siano classificati come sicuri anche se lo sono solo in parte. Fino ad allora, tuttavia, si applica l'attuale legge dell'UE e quindi l'attuale sentenza della Corte di giustizia europea.

Il parere dell’esperto

Il giurista Fulvio Vassallo Paleologo, già docente di Diritti umani presso l'Università di Palermo, esperto di diritti dell'immigrazione, da anni in prima linea sui diritti dei migranti, oltre a commentare la sentenza della Corte di giustizia dell'UE, fa notare come l'aumento degli strumenti di contrasto e di repressione dei flussi migratori da parte dei governi aumenti soltanto le vittime e le aree di illegalità per le persone che una volta arrivate a destinazione non ottengono uno status regolare, ma non diminuisca assolutamente le partenze dai Paesi di origine e di transito, influenzate da fattori che esulano le politiche dei Paesi membri dell'UE e che rispondono, invece, alle instabilità dei Paesi dello scacchiere africano.