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Cent'anni e non sentirli: ma cos'era il Bauhaus? COSMO italiano 18.09.2025 23:06 Min. Verfügbar bis 18.09.2026 COSMO Von Francesco Marzano


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Cent'anni e non sentirli: ma cos'era il Bauhaus?

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a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Daniela Nosari

Linee essenziali e geometriche e materiali industriali come vetro, metallo e cemento: elementi fondamentali degli oggetti e degli edifici Bauhaus, il movimento artistico che ha posto le basi dell'architettura e del design come li conosciamo oggi. Cent'anni fa spostava la sede a Dessau, città che ora lo celebra con un anno di eventi. Ma cos'era il Bauhaus e qual è la sua eredità? Francesco Marzano ne parla con Cristina Giordano e con Roberto Dulio, che insegna storia dell'architettura a Milano.

Das Atelierhaus, auch bekannt als Prellerhaus in Dessau

L'Atelierhaus, conosciuta anche come Prellerhaus a Dessau

Le celebrazioni del centenario

Con lo slogan “An die Substanz” cioè “ritornare all’essenziale” sono partite a inizio settembre le celebrazioni dei 100 anni di un particolare capitolo del Bauhaus, quello di Dessau, in Sassonia-Anhalt. Mostre, concerti e performance che celebrano il movimento da qui al prossimo anno.

Il museo Bauhaus di Dessau, e il museo Bauhaus a Berlino, rappresentano la più grande raccolta al mondo di oggetti sulla scuola Bauhaus: disegni, ritratti, foto, creazioni dei più grandi nomi di questo movimento: da Paul Klee a Van der Rohe.

La nascita del Bauhaus

La Scuola Bauhaus, in tedesco Staatliche Bauhaus è una scuola aperta nel 1919 a Weimar, in Turingia, che deve la sua fortuna all’idea geniale di Walter Gropius, suo fondatore e architetto berlinese, oggi considerato il pioniere dell'architettura moderna. L’idea è stata quella di fondare una scuola in cui confluissero le più classiche discipline artistiche come l’architettura e le arti applicate (pittura e scultura), ma che ci fosse spazio anche per l’artigianato (come la tessitura). Nel suo manifesto Gropius spiega che intendeva superare il „muro di presunzione” che esisteva tra le discipline artistiche. Tra gli insegnanti figurano nomi di spicco come Paul Klee e Wassily Kandinsky.

Perché la Scuola Bauhaus si trasferisce da Weimar a Dessau?

Nel 1924 le elezioni regionali in Turingia, regione di Weimar, avevano portato al governo il DVP, Deutsche Volkspartei, partito che non intendeva più finanziare la scuola. Per il mondo conservatore la scuola era diventata troppo aperta e moderna. Nei quotidiani si mettevano in guardia i genitori dal mandare i propri figli a studiare.

La scuola del Bauhaus è a rischio di sopravvivenza, e cerca quindi una nuova sede. Vista la fama raggiunta, sono diverse le città che si offrono di ospitarla, tra queste ci sono Francoforte, Magdeburgo e Colonia. Quest’ultima allora aveva un sindaco d’eccezione, Konrad Adenauer, futuro primo cancelliere tedesco del Dopoguerra. Alla fine, nel 1925, viene scelta Dessau, geograficamente più vicina, si trova infatti nel Land vicino del Freistaat-Anhalt, oggi Sassonia-Anhalt.

Il fermento Bauhaus a Dessau

L’atmosfera politica a Dessau è diversa rispetto a Weimar, molto più aperta, perché città a maggioranza socialdemocratica e liberale. Ma è soprattutto una città industriale, che ospita fabbriche di ingegneria meccanica, che risulteranno fonte di ispirazione per il movimento.

Wassily Chair von Marcel Breuer

La poltrona "Wassily" disegnata da Marcel Breuer

Bauhaus inizia a usare materiali allora insoliti per gli oggetti che realizza, per esempio tubi di acciaio che diventano braccioli e spalliere di sedie e poltrone. Rappresentano questo stile la sedia “B 3” di Marcel Breuer, conosciuta anche come “Wassily” perché pare sia stata creata per l’insegnante della scuola forse più celebre, Wassily Kandinsky. L'idea di un tubo per la struttura nasce dopo aver sperimentato la solidità del tubo di acciaio per costruire il telaio di una bicicletta. O la celebre “Barcelona Chair”, la sedia creata da Ludwig Mies van der Rohe e Lily Reich, per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929, anch’essa con struttura in acciaio.

Gropius vuole rendere la scuola indipendente dai finanziamenti statali, e utilizzando questi materiali è possibile realizzare prodotti di design ma su larga scala, perché la produzione era in parte su base industriale.

Tutto questo movimento di idee nasce attorno alla nuova scuola di Dessau, nell’edificio progettato dallo stesso Walter Gropius, inaugurato il 4 dicembre 1926. Tuttavia, due anni dopo Gropius si dimette da direttore, e lascia all’architetto svizzero Hannes Meyer, più a sinistra rispetto a Gropius, promuove maggiormente l’idea di disegnare mobili a misura d'uomo, per la gente, e non oggetti di lusso.

Il Bauhaus e il nazismo

La direzione della scuola passa nel 1930 a Ludwig Mies van der Rohe ma dura poco, perché nel 1931 il partito nazista vince le elezioni comunali di Dessau e l’anno dopo la scuola chiude, perché totalmente in contrasto con l’ideologia nazista. Van der Rohe porta la scuola a Berlino, ma come istituzione privata.

Nel 1933 poi la scuola viene sciolta e i suoi protagonisti emigrano, molti in America, dove nei decenni a venire realizzerann tra l’altro edifici diventati poi simboli dell'architettura moderna per le linee minimaliste, le forme geometriche, e l’uso di materiali come vetro, acciaio, cemento.

Bauhaus e AfD

In occasione del centenario del Bauhaus a Dessau si sono visti tentativi di spostare il dibattito sul piano politico da parte del gruppo parlamentare AfD nel Landtag della Sassonia-Anhalt, dove è già classificato come "partito di estrema destra". Hans Thomas Tillschneider, parlamentare AfD, ha definito il Bauhaus “un errore della modernità”, riprendendo la citazione  dell'ideologo nazista Paul Schultze-Naumburg. Ennesimo attacco alla cultura da parte dei politici AfD, che i partiti di CDU, SPD e FDP nel Land regionale stanno cercando di arginare, con norme che puntino ad assicurare anche in future la promozione della cultura.

Quale eredità oggi lascia il Bauhaus?

“Tutta l’architettura contemporanea che noi vediamo è figlia della Scuola Bauhaus. Sicuramente ha avuto un’influenza enorme” – dice Roberto Dulio, professore associato di Storia dell'architettura presso il Politecnico di Milano. L’influenza è visible, sottolinea Dulio, sia nei movimenti delle Avanguardie, che nella scuola tedesca trovano ispirazione, sia nei movimenti che si oppongono al Bauhaus e puntano al recupero delle linee più tradizionali.