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La Germania contro abusi online e deepfake COSMO italiano 31.03.2026 23:12 Min. Verfügbar bis 31.03.2027 COSMO Von Francesco Marzano


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La Germania contro abusi online e deepfake

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a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Daniela Nosari

La denuncia di Collien Fernandes contro l'ex marito, personaggi dello spettacolo molto noti in Germania, ha suscitato un'ondata di solidarietà in piazza e in rete, ma anche odio e minacce di morte nei confronti dell'attrice e presentatrice. Quali sono le accuse e quali le lacune della legge tedesca? Ce ne parla Giulio Galoppo. Gli abusi digitali non sono nuovi, ma l'IA li porta ad un nuovo livello: perché e come contrastarli? Ne parliamo con Silvia Semenzin, sociologa ed esperta di odio online.

Die Schauspielerin und Moderatorin Collien Fernandes

L'attrice Collien Fernandes ha denunciato non solo l'ex marito, Christian Ulmen, ma, di fatto, un intero sistema, quello della tecnologia digitale e quello legislativo

Una legge tedesca contro i deepfake. Cosa prevede?

La legge prevede che la creazione di deepfake pornografici diventi un reato a tutti gli effetti. Per gli altri tipi di deepfake, quindi non a sfondo sessuale, sarà comunque punibile la diffusione. Stefanie Hubig, ministra federale della Giustizia (SPD), ha precisato che non si tratta di limitare la libertà d’espressione online, ma di colpire ciò che è realmente offensivo e umiliante per le persone coinvolte, nella stragrande maggioranza dei casi donne. Ma è solo un aspetto della legge, che tematizza anche lo stalking online, ad esempio.

Hubig sta anche preparando un secondo progetto di legge per permettere la conservazione degli indirizzi IP, così da poter risalire più facilmente agli autori di reati commessi dietro profili anonimi.

Collien Fernandes vs. Christian Ulmen. Quali sono i capi d'accusa?

Einige Transparente während einer Demo am Brandenburger Tor in Berlin gegen sexualisierte digitale Gewalt

La reazione della società civile tedesca al caso di Collien Fernandes è stata enorme

Collien Fernandes ha accusato Christian Ulmen di una serie di reati: usurpazione d’identità, diffamazione pubblica, lesioni in ambito familiare e minacce gravi. Nella denuncia, Fernandes racconta di essere stata vittima di un vero e proprio furto d’identità online durato un decennio, in cui Ulmen avrebbe aperto profili a nome dell'allora moglie sui social e avrebbe scritto a centinaia di uomini, inviando foto e video erotici falsamente attribuiti al suo profilo. Una trentina di questi uomini avrebbero risposto, ignari di tutto, dando vita a relazioni virtuali e conversazioni intime con chi credevano essere l’attrice. Tra gli uomini contattati anche persone con cui Collien Fernandes lavorava, mentre lei restava all'oscuro di tutto. Secondo Fernandes, tutto questo sarebbe avvenuto con un preciso obiettivo: esercitare controllo e potere su di lei.

Scopri tutti i dettagli nella puntata del podcast, clicca più in alto su questa pagina

La violenza digitale nell’era dell’intelligenza artificiale e dei deepfake

Secondo i dati raccolti dall'Ufficio federale della polizia criminale (Bundeskriminalamt) e pubblicati nel novembre 2025, in Germania più di 18mila donne e ragazze sono state vittima di violenza digitale in un anno, con un aumento del 6% rispetto all'anno precedente. Ma sarebbero molti di più i casi non denunciati. Inoltre lo studio "LeSuBiA", acronimo di "Lebenssituation, Sicherheit und Belastung im Alltag" commissionato dall'Ufficio di statistica criminale mostra che ben il 20% delle donne in Germania ha subito violenza digitale negli ultimi 5 anni.

Di questo trend preoccupante abbiamo parlato con Silvia Semenzin, sociologa, attivista ed esperta di internet e odio in rete, nonché docente all'Universitat Oberta de Catalunya, in Spagna. Semenzin fa notare che la responsabilità va cercata, sì, in coloro che utilizzano la tecnologia per danneggiare e umuliare le donne, dall’altra, tuttavia, non si possono dimenticare quelli che lei chiama “attori tecnologici”, che mettono a disposizione queste piattaforme che si prestano perfettamente all’esercizio di forme di violenza anonima e dalle conseguenze devastanti. Semenzin sottolinea l'impatto nella vita reale della violenza digitale e la necessità di un cambiamento culturale e dell'educazione sessuo-affettiva per ridurre la violenza di genere.

Ascolta l'intervista a Silvia Semenzin nel podcast cliccando in alto sull'audio