Dopo il voto ungherese, crisi delle destre in Italia e Germania?
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a cura di Cristina Giordano, Enzo Savignano e Cristiano Cruciani
L'uscita di scena di Viktor Orbán potrebbe aprire una nuova stagione di convergenza tra Ungheria e istituzioni europee dopo anni di veti incrociati, ma si può parlare di una crisi delle destre sovraniste in Europa? Di certo è l'ennesima cattiva notizia per Giorgia Meloni che aveva appoggiato, insieme agli USA, il premier uscente durante la campagna elettorale. Ne parliamo con Enzo Savignano e con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari.
Le reazioni al voto e cosa potrebbe cambiare con Peter Magyar
“L’Ungheria ha scelto l’Europa, il cuore dell’Europa batte più forte”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato il voto ungherese che ha decretato la sconfitta di Viktor Orbán. Soddisfazione anche da parte dei principali leader europei, come il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere Friedrich Merz, che spesso si erano lamentati dei veti e delle posizioni di Orbán.
La sconfitta di Orbán potrebbe ridisegnare gli equilibri politici europei, il primo ministro ungherese a Bruxelles continuava a mettere il bastone tra le ruote su molti temi. Dal piano per la distribuzione dei richiedenti asilo in Europa, ai finanziamenti e ai sostegni militari all’Ucraina nella guerra con la Russia. Il governo ungherese non riconosceva alcun diritto alle comunità LGBTQ+. Anche per questi motivi Bruxelles aveva deciso di bloccare i fondi Ue per Budapest.
Il nuovo leader ungherese ha incentrato gran parte della sua campagna elettorale sulla lotta alla corruzione nel Paese. Magyar ha spesso condannato il sistema di potere corrotto che, a suo modo di vedere, ha asservito le istituzioni ungheresi al potere politico. Il leader del partito Tisza, che prende il nome del fiume che attraversa l’Ungheria, è riuscito allo stesso tempo ad attirare i voti dei progressisti ma anche quello dei conservatori e nazionalisti. A lui il compito di trattare con Bruxelles lo sblocco dei fondi Ue da 17 miliardi di euro e il possibile via libera al piano di aiuti da 90 miliardi per l’Ucraina. Magyar ancora non si è sbilanciato sui rapporti con Russia e Washington, ma qualcosa dovrà cambiare.
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La sconfitta di Orbán è un colpo per le destre europee?
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
L’uscita di scena di Orbán è stata definita da diversi osservatori tedeschi come un primo segnale della parabola discendente delle destre anche per il governo di centro-destra guidato da Giorgia Meloni. “Bisogna comprendere che il governo Meloni è nella fase più difficile della sua esistenza: la simultaneità di questi scandali che sono stati inanellati in uno spazio di tempo molto ristretto a questi si è aggiunta la sconfitta nel referendum. Per la prima volta Meloni appare davvero vulnerabile”, sottolinea Maurizio Molinari. Il direttore di Repubblica analizza la situazione del governo italiano ed individua nell’economia il vero punto debole dell’attuale esecutivo: “l’Italia è diventata più povera in questi anni, almeno 10 milioni di italiani, secondo la Caritas, vivono sotto il livello di povertà. Questo popolo di persone quattro anni fa ha votato Meloni, sperando che la situazione di vita migliorasse, ma questo non è avvenuto”.
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