Live hören
Jetzt läuft: Street Livin' von The Black Eyed Peas

Cosa cambia con la Grundsicherung, il nuovo sussidio sociale COSMO italiano 24.03.2026 17:41 Min. Verfügbar bis 24.03.2027 COSMO Von Francesco Marzano


Download Podcast

Cosa cambia con la Grundsicherung, il nuovo sussidio sociale tedesco

Stand:

a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Tommaso Pedicini

Da luglio il Bürgergeld verrà sostituito dalla Grundsicherung: non si tratta solo di un cambio di nome per il sussidio sociale su cui fanno affidamento milioni di persone in Germania. Cristina Giordano elenca le novità della riforma e le reazioni del mondo politico e delle parti sociali. A Norma Mattarei, sociologa che lavora per l'Ufficio politiche sociali del Comune di Monaco, chiediamo invece un giudizio sulla riforma ed esempi concreti di famiglie che sopravvivono grazie al sussidio.

Symbolbild Grundsicherung

Regole più severe con la Grundsicherung

Addio al Bürgergeld, cosa cambia

Dietro al cambio di nome, il governo Merz punta soprattutto a dare una stretta alle norme che fino ad oggi disciplinavano il sussidio per i disoccupati di lungo corso – prima chiamato “Bürgergeld” (reddito di cittadinanza) e con la nuova norma “Grundsicherung” (reddito base). Se le persone in cerca di lavoro collaborano, l’iter e la cooperazione con i centri per l'impiego rimangono gli stessi praticati fino ad oggi. Se, invece, i disoccupati non sono cooperativi, seguirà una sorta di ingiunzione: saranno cioè obbligati ad accettare un impiego e ci potranno essere conseguenze giuridiche.

Per 5 milioni e mezzo di percettori di sussidio, questo signica che da luglio 2026 ci saranno regole più severe. È questa la principale differenza rispetto al vecchio Bürgegeld. L’obiettivo è il reinserimento nel mondo del lavoro e quando questo non sarà possible, sono previsti corsi di qualificazione e formazione, soprattutto per i giovani under 30. Chi è in grado di lavorare dovrebbe darsi da fare per "non gravare più sulle spalle dello Stato" – questa la tesi citata più volte da politici dell’Unione.

Ascolta la puntata del podcast in alto a questa pagina

Disoccupati “pigri”?

La Fondazione Bertelsmann ha svolto un’indagine alla fine dello scorso anno e stando a quanto raccolto, più della metà dei beneficiari del reddito di cittadinanza non avrebbe cercato attivamente un lavoro. Ma il motivo non sarebbe la "pigrizia", come sostenuto da politici dell’Unione e dall’AfD. Il 45% sostiene infatti di soffrire di una malattia psichica o di un altro tipo di patologia cronica.

Mentre il 43% ha dichiarato di non aver mai ricevuto un'offerta di lavoro dal Jobcenter, il centro per l'impiego responsabile del collocamento. Nel dibattito pubblico pesano inoltre le notizie sulle truffe, che negli ultimi anni sarebbero raddoppiate (nel 2023 erano 229, nel 2024 erano 421), numeri relativamente piccoli se si considera il totale dei beneficiari.

Ascolta i dettagli del dibattito politico cliccando sull'audio in alto

La disoccupazione intascata soprattutto da stranieri?

Jobcenter

Stessi compiti per l'ufficio di collocamento tedesco

Anche la tesi dei cosiddetti “Sozialtouristen”, stranieri che verrebbero in Germania per sfruttare i sussidi statali, se si leggono i numeri, non regge. Secondo i dati dell'Agenzia federale per il Lavoro raccolti da Statista, su 5 milioni e mezzo di beneficiari del Bürgegeld, lo scorso anno oltre la metà erano tedeschi (52%). Il secondo gruppo era rappresentato dagli ucraini (13%), seguiti da siriani (9%) e afghani (3,7%).

È però vero che il reddito di cittadinanza – come era un tempo l’indennità di disoccupazione Arbeitslosengeld II, pesa enormemente sul bilancio pubblico. Per il 2026 sono stati stanziati oltre 51 miliardi.

Una tendenza confermata anche dall’esperienza raccolta sul campo da Norma Mattarei, ex-assistente sociale, ora docente di sociologia alla Katholische Stiftungshochschule München-Benediktbeuern e alla Katholische Universität Eichstätt-Ingolstadt. Secondo Mattarei, la maggior parte – anche di italiani che arrivano in Germania, non inseguirebbe il sussidio di disoccupazione, ma cercherebbe di ottenere un lavoro dignitoso.

Trovi l''intervista completa a Norma Mattarei nel podcast, clicca in alto a questa pagina