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La strategia militare tedesca e gli obblighi che ne derivano COSMO italiano 28.04.2026 20:18 Min. Verfügbar bis 28.04.2027 COSMO Von Cristina Giordano


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La strategia militare tedesca e gli obblighi che ne derivano

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a cura di Cristina Giordano, Enzo Savignano e Tommaso Pedicini

Il ministro della Difesa, Pistorius, ha presentato la nuova "Militärstrategie", un concetto di difesa in un mondo con sempre più conflitti. L'obiettivo è di poter contare entro il 2035 su una Bundeswehr di 460.000 soldati, riservisti compresi. Ma intanto è polemica su un passaggio della nuova legge sul servizio militare che restringerebbe la libertà di espatrio dei giovani maschi. Ne parliamo con Enzo Savignano, il giurista Matthias Kneissl e l'analista militare Pietro Batacchi.

soldati

Soldati della Bundeswehr in fila con i loro anfibi

La prima Militärstrategie dalla Seconda Guerra Mondiale

Per la prima volta un governo della Repubblica federale tedesca ha presentato una strategia militare. Dopo decenni di tagli alle forze armate, la Germania da un paio d'anni ha allentato il freno al debito sancito dalla Costituzione per poter aumentare proprio la spesa per la Difesa. “Il mondo è diventato più imprevedibile e, bisogna dirlo, anche più pericoloso”, ha sottolineato il ministro della Difesa, Boris Pistorius, riferendosi in particolare alla Russia. Il primo passo è il rafforzamento della Bundeswehr. Entro il 2035, il numero di soldati in servizio attivo dovrà aumentare fino a 260.000 unità e quello dei riservisti fino a 200.000. In totale, un esercito di almeno 460.000 soldati. L’obiettivo è trasformare quello tedesco nell'esercito convenzionale più forte d'Europa. Inoltre, si punta a un significativo incremento delle capacità in tutti i settori strategici di Difesa. Pistorius ha dichiarato anche di voler raggiungere la superiorità tecnologica nei confronti del nemico. Saranno sviluppati nuovi sistemi di difesa contro attacchi hacker. La Russia starebbe impiegando "mezzi ibridi” come spionaggio, atti di sabotaggio, attacchi informatici e campagne di disinformazione. Proprio di recente sono stati registrati attacchi che hanno rivelato delle falle nella sicurezza digitale della Repubblica federale.

Ascolta i particolari da Enzo Savignano cliccando sull'audio in alto

Aumentano gli obiettori di coscienza?

pistorius

Il ministro della Difesa, Boris Pistorius (SPD)

Nel primo trimestre di quest'anno, 2.656 persone hanno presentato richiesta di obiezione di coscienza, ha riportato l'Ufficio federale per la famiglia e la società civile (BAFzA). Allo stesso tempo, tuttavia, si registra anche un numero crescente di persone che stanno revocando la propria obiezione di coscienza al servizio militare. Secondo il rapporto, ciò è avvenuto 781 volte lo scorso anno e 233 volte solo nel primo trimestre di quest'anno. Da quest’anno, inoltre, scatta la visita di leva obbligatoria per tutti i nati nel 2008 che poi dovranno dare il loro eventuale assenso alla leva. L'obiettivo è reclutare il maggior numero di volontari. Qualora non si raggiungessero gli obiettivi prefissati, il Bundestag potrebbe decidere di adottare un sistema di leva "basato sulle necessità ed emergenze del momento", come recita la legge.

Dubbi sulla nuova legge di reclutamento

La discussione ruota attorno a uno specifico passaggio del testo di legge, dove si afferma che gli uomini di età compresa tra i 17 e i 45 anni necessitano dell'autorizzazione delle Forze Armate tedesche "se desiderano lasciare la Repubblica Federale per più di tre mesi". Per capire meglio la questione, abbiamo chiesto spiegazioni a Matthias Kneissl, giurista per la Law School di Amburgo. “Due settimane fa – spiega Kneissl - il ministero federale della Difesa ha emanato un provvedimento con cui chiarisce che non è necessario richiedere un'autorizzazione specifica in caso di soggiorni all’estero superiori ai tre mesi.  Dal punto di vista giuridico, è stato spiegato che la norma faceva riferimento al vecchio sistema di monitoraggio delle reclute. Ma, dato che attualmente abbiamo un servizio militare volontario, questa autorizzazione non è richiesta”.

Anche l’Italia pensa ad un piano militare?

Anche l'Italia sta pensando a una riforma della Difesa. I punti fondamentali a cui punta il ministro Guido Crosetto sono due: l'orientamento "aziendalista" dell'Esercito, per velocizzare e semplificare le pratiche delle forniture, e raddoppiare il personale entro il 2044. Ma per raggiungere questo ambizioso traguardo sarebbe necessario reintrodurre il servizio di leva, abolito in Italia dal primo gennaio 2005. Proprio per questo, Crosetto ha annunciato la volontà di “creare una riserva militare ausiliare”, reintroducendo la leva volontaria in Italia. A che punto è questa proposta? Lo abbiamo chiesto a Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana di Difesa: “I dettagli per ora non si conoscono ma il modello tedesco sembra completamente diverso. In Germania è prevista la registrazione obbligatoria dei giovani e la visita medica obbligatoria. È un sistema che ha introdotto la leva volontaria, ma che ha in sé la potenzialità per scalare in strumento di leva obbligatoria”.

Ascolta l’intervista a Pietro Batacchi cliccando in alto sull'audio