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Protezione civile: bunker in Germania, argini in Italia COSMO italiano 27.05.2026 18:30 Min. Verfügbar bis 27.05.2027 COSMO Von Luciana Caglioti


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Protezione civile: bunker in Germania, argini in Italia

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di Luciana Caglioti, Cristina Giordano e Cristiano Cruciani

La Germania investe nella protezione civile preparandosi a scenari di guerra, mentre in Italia la priorità è destinare risorse alla prevenzione di frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. Ne parliamo con Cristina Giordano, Manuel Atug di KRITIS, associazione indipendente che si occupa delle strutture della protezione civile in Germania e con Federica Brancaccio, presidente dell'associazione Costruttori Edili (ANCE).

Links Alexander Dobrindt (CSU), rechts Boris Pistorius (SPD)

Alexander Dobrindt, CSU, (a sinistra), Boris Pistorius, SPD, (a destra)

Il piano del governo Merz per la protezione civile

Con il „Pakt für den Bevölkerungsschutz" – „Patto per la protezione civile“, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (Csu) e il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd) intendono investire 10 miliardi di euro entro il 2029 per essere pronti in caso di attacchi, attentati, reagire alle emergenze ed essere preparati ad attacchi di ogni tipo, chimici, biologici, nucleari, catastrofi naturali e pandemie. Il dibattito politico ha tuttavia sottolineato soprattutto le minacce militari, e le possibili aggressioni in arrivo da Russia o Iran. Il piano stilato in otto punti fondamentali ha già il via libera del Consiglio di Gabinetto del governo Merz, ma manca l’approvazione di Bundestag e Bundesrat.

Come si vuole proteggere la Germania da attacchi militari e calamità?

Si intende migliorare l’equipaggiamento dell’Agenzia federale di soccorso tecnico (THW) – la protezione civile tedesca, con l’acquisto di 1000 nuovi veicoli speciali, utili ad esempio per il trasporto di feriti gravi, individuare pericoli chimici, biologici e per la relativa decontaminazione e l’acquisto di 110.000 brandine.

Fondamentale l’organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione, anche nelle scuole. Verranno istituite 61 “Task Force mediche” per l'assistenza in caso di afflusso massiccio di feriti e stilato un registro nazionale per censire tutti i rifugi pubblici, come bunker, scantinati, stazioni della metropolitana. E sarà inoltre istituita una nuova unità che dovrebbe coordinarsi con le forze armate, potenziando parallelamente il sistema di allerta, anche attraverso la app NINA.

Ascolta l'approfondimento cliccando in alto sull'audio

Manca una strategia?

Bunker, Krieg

Bunker in Germania

Secondo Manuel Atug, fondatore e portavoce di AG KRITIS, associazione indipendente che si occupa delle strutture della protezione civile in Germania è positivo che si stiano stanziando fondi e che la protezione civile sia tornata ad essere un tema di attualità, ma a suo avviso si tratta di un piano privo di strategia. Atug sottolinea inoltre che pur considerando lo stato dei rifugi, non è chiaro in che modo debbano essere utilizzati, perché dice: “C'è una grande differenza tra il dover resistere all'attacco di un drone o di un missile, e il dover resistere addirittura ad agenti di guerra nucleari, biologici o chimici”.

Ascolta le dichiarazioni di Manuel Atug cliccando in alto sull'audio

La protezione civile e il confronto con l’Italia

L’Italia è tra i Paesi più fragili d’Europa, morfologicamente parlando. Ecco perché se in Germania sono soprattutto gli attacchi da Russia a fare paura, l’Italia è maggiormente concentrata su calamità, terremoti e catastrofi legate al cambiamento climatico, come smottamenti, frane, alluvioni, desertificazione. Ne abbiamo parlato con Federica Brancaccio, presidente dell'ANCE, l'associazione Costruttori Edili, che collabora con la Protezione Civile per garantire interventi tempestivi durante le calamità e promuovere la sicurezza.

Ascolta l’intervista a Federica Brancaccio cliccando in alto sull'audio