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Sport o politica: cosa ci aspettiamo da questi Mondiali? COSMO italiano 11.06.2026 22:36 Min. Verfügbar bis 11.06.2027 COSMO Von Cristina Giordano


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Sport o politica: cosa ci aspettiamo da questi mondiali?

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a cura di Cristina Giordano, Giulio Galoppo e Daniela Nosari

Partono i Mondiali di calcio dei record in Stati Uniti, Messico e Canada, ma con poco entusiasmo e un divario enorme fra intenti e realtà: il mondiale "più inclusivo di sempre" promesso da Infantino della FIFA respinge persino protagonisti accreditati e offre biglietti a prezzi stellari. Quali aspettative ci sono in Germania per i Mondiali e per la Nazionale di Nagelsmann? E per chi tifa l'Italia, che non si è qualificata? Ne parliamo con Giulio Galoppo e con il giornalista sportivo Paolo Condò.

Ein Graffiti zum Thema Fußball vom Künstler Donkeeboy

L'artista Donkeeboy lavora ad un murale a Houston, USA

I Mondiali di calcio più cari della storia?

Ci sono diverse polemiche riguardo a questi mondiali negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, che nascono da una combinazione di fattori. Innanzitutto vengono criticati i costi altissimi, sia per gli spostamenti fra i tre Paesi, ma anche per arrivare ad alcuni stadi negli Stati Uniti. E questo si riflette anche nelle prenotazioni alberghiere, che risultano più basse delle attese in alcune città ospitanti.

Il problema del poco pubblico è concreto ed è legato anche al prezzo dei biglietti. Si parla di quasi 180mila biglietti ancora invenduti, nonostante un taglio dei prezzi del 20% nell’ultimo mese. Questi Mondiali 2026 infatti vengono descritti come i più cari della storia. La partita inaugurale può arrivare fino a 14mila dollari per i posti più costosi, mentre la finale ha già superato i 16mila dollari. I biglietti “più economici” restano molto alti, spesso oltre i 1.000 dollari. Il punto più contestato è il sistema di dynamic pricing, i prezzi dinamici, che cioè salgono e scendono in base alla domanda, un meccanismo già usato nei concerti ma molto criticato nel calcio.

Tifosi e protagonisti nell'America di Trump

Ci sono poi fattori pratici che frenano i tifosi legati soprattutto alla situazione politica: controlli, perquisizioni, difficoltà coi visti. E poi c'è la crescente sfiducia verso la FIFA, che sta trasformando il Mondiale in un enorme business, costruito più per massimizzare gli incassi che per allargare il pubblico, sempre più lontano dallo spirito dell’evento sportivo.

Sono circa 50.000 i giornalisti accreditati per questo evento. Ma diverse organizzazioni, tra cui "Reporter senza frontiere" e il "Committee to Protect Journalists", hanno diffuso un comunicato nel quale segnalano a giornalisti e tifosi le limitazioni alla libertà di espressione negli Stati Uniti. I professionisti dei media devono inoltre aspettarsi, tra le altre cose, che all’ingresso nel Paese vengano controllati i loro laptop e i loro canali social. E anche dopo, è consigliabile mantenere la massima prudenza, suggeriscono le organizzazioni.

Un'atmosfera che può scoraggiare anche i tifosi e che non risparmia nemmeno i protagonisti accreditati di questi mondiali: l'arbitro somalo a cui è stato negato l'ingresso negli USA, la nazionale iraniana "parcheggiata" in Messico e l'interrogatorio di giocatori ad esempio iracheni sono gli esempi più eclatanti

Ascolta maggiori dettagli cliccando sull'audio del podcast in alto

L'esordio della Germania contro il Curaçao

Florian Wirtz und Jamal Musiala der deutschen Fußballnationalmannschaft

Florian Wirtz e Jamal Musiala sono considerati i migliori difensori della nazionale tedesca

Domenica 14 giugno alle nostre 19, a Houston (Texas), la nazionale di Nagelsmann giocherà contro il Curaçao - gli altri avversari nel girone della Germania sono poi la Costa d’Avorio e l’Ecuador. Per Curaçao è veramente un momento storico: per la prima volta in assoluto, partecipa a una Coppa del Mondo. Il difensore Van Eijma, che ha giocato anche in Germania per un anno con il Preußen Münster, parla infatti della partita più importante della sua vita.

Sport, politica e qualche pronostico

Ospite di COSMO italiano, il giornalista sportivo Paolo Condò, sostiene che non si possa dividere lo sport dalla politica. Ce lo conferma la storia, dice Condò, con la lunga serie di Mondiali ed eventi sportivi che sono stati manifestazioni di propaganda politica. Ma Condò ci parla anche delle aspettative prettamente sportive di questi Mondiali 2026, ci svela quali sono le squadre favorite e sottolinea come la Nazionale tedesca debba ancora crescere molto per poter tornare agli ormai antichi splendori. Condò risponde inoltre alla nostra domanda: per chi tifa l'Italia visto che per la terza volta di fila volta non si è qualificata ai mondiali? Non mancano infatti allenatori italiani o giocatori e squadre particolarmente amati dai tifosi nostrani.

Ascolta l'intervista a Paolo Condò cliccando sull'audio del podcast in alto