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Scuole e società civile in Germania, palestre di democrazia COSMO italiano 29.04.2026 22:34 Min. Verfügbar bis 29.04.2027 COSMO Von Cristina Giordano


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Scuola e società civile in Germania, palestre di democrazia

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di C. Giordano, E. Savignano, L. Mella e D. Nosari

A rischio moltissimi progetti per rafforzare la democrazia, anche nelle scuole, dopo la stretta prevista dalla ministra dell'Istruzione Prien (CDU). Ce ne parla Enzo Savignano, mentre con Maria Mattioli del sindacato degli insegnanti GEW parliamo del "dovere alla neutralità" spesso invocato dall'AfD contro chi ad esempio affronta il tema dell'estremismo di destra nelle scuole. Ed educa alla solidarietà il progetto "Semi di Lampedusa" curato dall'insegnante Tiziana Miceli di Colonia.

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Tante le scuole tedesche che aderiscono al progetto "Vivere la democrazia"

Sotto esame il programma “Demokratie leben”

Da oltre dieci anni il governo federale tedesco finanzia progetti che promuovono la democrazia nell'ambito del programma "Demokratie leben", vivere la democrazia. Progetti portati avanti da organizzazioni non governative, fondazioni o anche associazioni che tutelano i diritti della comunità LGBTQ+ e dei richiedenti asilo o da movimenti contro l’estremismo di destra. Fra questi anche molti progetti realizzati nelle scuole di tutta la Germania, ad ovest e ad est, che tra l'altro affrontano temi come il rispetto delle altre culture e la lotta al razzismo e agli estremismi in politica e nella società civile.

Per tutti questi nel 2026 la Germania ha stanziato circa 190 milioni di euro. Ma la ministra federale per la Famiglia e l’Istruzione, la cristiano-democratica Karin Prien, ha annunciato che i finanziamenti scadranno alla fine dell’anno e quindi circa 200 progetti potrebbero fermarsi. L’Unione CDU/CSU del cancelliere Friedrich Merz sostiene che non sempre i progetti meritavano le risorse investite e vuole una verifica dei risultati. Ma questo tipo di progetti ha effetti a lungo termine, sostengono le associazioni, difficilmente misurabili, e questa logica minaccia l'esistenza stessa delle associazioni che li promuovono e hanno bisogno di continuità.

Finanziamenti e manifestazioni contro AfD e la CDU

Il timore degli oltre 1000 firmatari di una lettera aperta alla ministra della Famiglia Prien, è che sia una mossa politica per togliere finanziamenti a progetti scomodi o di associazioni che contestano il governo. All'inizio del 2025, il gruppo parlamentare CDU/CSU aveva presentato un'interrogazione al Bundestag sul finanziamento delle organizzazioni non governative, intitolata "Neutralità politica delle organizzazioni finanziate dallo Stato", con un tempismo criticato da molti. L'interrogazione seguiva infatti le proteste di piazza contro l'estremismo di destra, l'AfD e anche la CDU, che aveva appena fatto passare una mozione sulle politiche migratorie sostenuta dai voti dell'AfD - la prima volta al Parlamento tedesco. Fra i partecipanti alle manifestazioni c'erano anche associazioni che da anni ottenevano finanziamenti dal programma “Demokratie leben”.

Ora molte scuole potrebbero vedere i loro progetti contro l'estremismo aboliti o ridotti. Intanto AfD avanza nei sondaggi, e per esempio nel Land della Sassonia Anhalt, dove si vota a settembre e dove il partito è stato riconosciuto "estremista di destra" dai Servizi Interni regionali, ha presentato un programma sulla scuola con molte posizioni discutibili.

Ascolta i particolari da Enzo Savignano cliccando sull'audio in alto

Cosa dice la legge sulla neutralità politica nelle scuole?

L'AfD da tempo porta inoltre avanti una battaglia sulla scuola, in particolare usando l'argomento della neutralità politica, in tedesco "Neutralitätsgebot", per limitare l'impegno civile degli insegnanti. Tra i tanti casi di cronaca, ha fatto discutere la vicenda di un preside che nel Brandeburgo ha vietato a uno studente un tirocinio presso la sezione di AfD, decisione criticata da rappresentanti del partito, tra l’altro classificato anche in questo Land dal Verfassungsschutz come partito di estrema destra. In Sassonia Anhalt, invece, il partito in passato ha addirittura presentato al Landtag una mozione, poi respinta, per vietare agli insegnanti di esprimersi su questioni politiche. Politici e influencer di estrema destra attaccano da tempo insegnanti e presidi e invitano addirittura a segnalarli su un apposito portale.

Cerchiamo di comprendere dal punto di vista giuridico dove si colloca il confine tra il dovere di neutralità politica e il compito educativo degli insegnanti nel difendere i valori democratici della costituzione tedesca, la Grundgesetz. Ne abbiamo parlato con Maria Mattioli, responsabile dell'Ufficio legale del GEW, il sindacato degli insegnanti, in Nordreno-Vestfalia: “La neutralità significa che la scuola è un luogo di trasmissione, di formazione democratica e valori costituzionali, lo stato di diritto, libertà, giustizia, solidarietà e tolleranza, allora gli insegnanti devono prendere posizione contro le posizioni anticostituzionali”.

Ascolta l’intervista a Maria Mattioli cliccando in alto sull'audio

Il progetto “Semi di Lampedusa”

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"Semi di Lampedusa" alla fiera "Didacta"

Intanto in Germania c'è un progetto concreto che punta a trasmettere quei valori democratici legati alla solidarietà: si chiama "Semi di Lampedusa", è promosso dalla Scuola cattolica superiore di indirizzo italiano “Papa Giovanni XXIII” di Pulheim, vicino a Colonia, con il "Comitato 3 Ottobre", l'ong italiana nata in memoria di una delle peggiori tragedie accadute nel Mar Mediterraneo, quando il 3 ottobre del 2013 morirono in mare 368 migranti. Ogni anno il progetto porta alcuni studenti a Lampedusa e culmina in una giornata di incontri con ospiti e con la condivisione di esperienze.

Quest'anno il progetto è stato anche presentato alla Didacta, fiera dell'educazione, e diventa itinerante: coinvolge quindi molte altre scuole della regione Nordreno-Vestfalia. Per l'evento annuale del 29 aprile a Bonn, per centinaia di ragazzi, tra gli ospiti è arrivato anche Ayham Nabuti per raccontare la sua fuga dalla Siria. Ma cosa significa per i ragazzi confrontarsi con queste storie? Ne abbiamo parlato con Tiziana Miceli, docente della "Papa Giovanni XXIII" di Pulheim e curatrice del progetto.

Ascolta l’intervista a Tiziana Miceli cliccando in alto sull'audio