Merz, un cancelliere sull'orlo di una crisi (anche di nervi) COSMO italiano 09.06.2026 18:24 Min. Verfügbar bis 09.06.2027 COSMO Von Cristina Giordano


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Merz, un cancelliere sull'orlo di una crisi (anche di nervi)

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a cura di Cristina Giordano, Giulio Galoppo e Tommaso Pedicini

Popolarità a picco, continue liti nella maggioranza, crisi economica interna e sconfitte in politica estera: il bilancio dei primi tredici mesi di governo del cancelliere Merz è semplicemente disastroso. E forse per questo iniziano a circolare voci incontrollate si una sua possibile sostituzione in corsa con altri esponenti cristianodemocratici. Ne parliamo con Giulio Galoppo e con la corrispondente del Corriere della sera da Berlino, Mara Gergolet.

Der Bundeskanzler Friedrich Merz (CDU)

Il cancelliere meno amato di sempre: Friedrich Merz

Friedrich Merz in bilico?

Problemi Merz ne ha avuti sin dall’inizio. Il suo consenso personale ha raggiunto i minimi storici, tanto da far pensare addirittura a un eventuale passaggio di testimone. Al momento si tratta soprattutto di indiscrezioni, ma Hendrik Wüst, l’attuale governatore del Land Nordreno-Vestfalia, viene visto come possibile sostituto del cancelliere. La verità è che il cancelliere ha deluso soprattutto molti dei suoi sostenitori, che lo ritengono troppo accondiscendete nei confronti dei suoi partner di governo, i socialdemocratici, ai quali farebbe troppe concessioni.

Le molte gaffe del cancelliere tedesco

Jens Spahn und Hendrik Wüst

Jens Spahn e Hendrik Wüst, i primi candidati nella lista dei possibili successori di Merz

Di brutte figure Merz ne ha collezionate tante. Nel giugno 2025 ha ringraziato, per esempio, Israele e gli Stati Uniti per aver, cito, “fatto il lavoro sporco” bombardando gli impianti nucleari iraniani, e rifiutandosi poi di “giudicare un alleato”. Ma la frase, forse, più scioccante è stata quella relativa allo “Stadtbild”. Merz, durante un incontro a Potsdam nell’ottobre 2025, ha giustificato la politica di controlli ai confini e respingimenti, portata avanti dal ministro federale dell’Interno, Alexander Dobrindt, affermando che l’immigrazione ha un impatto sul “paesaggio urbano” tedesco, lo “Stadtbild”, appunto. E, come se tutto ciò non bastasse, una delle sconfitte più amare Merz l'ha avuta lo scorso 3 giugno alle Nazioni Uniti. La Germania ha fallito, infatti, l’obiettivo di ottenere un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e questo è stato letto come un insuccesso diplomatico rilevante. L’episodio ha rafforzato l’idea di una Germania meno efficace sulla scena internazionale.

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È (solo) questione di personalità?

Quanto pesano, sul piatto della bilancia di quest’impopolarità, il carattere e la sua capacità/incapacità comunicativa? Lo abbiamo chiesto a Mara Gergolet, corrispondente da Berlino del Corriere della Sera. Secondo la giornalista, hanno un enorme peso. In politica, dice Gergolet, la personalità, il modo di comunicare il proprio pensiero e le proprie idee sono un requisito fondamentale. Il politico deve, in qualche modo, incarnare, trasportare la sua politica. Se non è in grado di farlo, non è efficace. Nel caso specifico, Merz si è giocato, probabilmente, l’indice di gradimento già prima di venire eletto cancelliere, cioè votando in Parlamento insieme all’AfD.

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