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Il governo Merz litiga su respingimenti e rimpatri dei profughi COSMO italiano 11.11.2025 18:22 Min. Verfügbar bis 11.11.2026 COSMO Von Cristina Giordano


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Il governo Merz litiga su respingimenti e rimpatri dei profughi

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a cura di Cristina Giordano, Enzo Savignano e Tommaso Pedicini

Hanno fatto scalpore le parole del ministro degli Esteri, Wadephul, che in Siria, alla luce della distruzione del Paese, ha messo in dubbio la possibilità di farvi presto ritorno per i rifugiati che vivono in Germania. Lo stesso Merz ha sconfessato il suo ministro ma la discussione nel governo non accenna a placarsi. Enzo Savignano ci riassume il dibattito. Con Valerio Nicolosi parliamo poi di come il governo italiano non riesca a mantenere le promesse elettorali in tema di migrazione.

siriani

In riduzione, rispetto agli anni precedenti, le richieste di asilo di rifugiati siriani

La polemica sui rifugiati siriani

Alla fine di ottobre, il ministro degli Esteri, Johann Wadephul (CDU), ha visitato la Siria e passando per un sobborgo distrutto di Damasco ha dichiarato: “è praticamente impossibile per chiunque vivere qui una vita veramente dignitosa”. Poi ha anche paragonato la devastazione, i cumuli di macerie della capitale siriana alla Germania del 1945. Soprattutto per le gravi carenze di strutture e servizi, il ministro degli Esteri tedesco non crede che un gran numero di rifugiati siriani possa tornare volontariamente in patria. almeno non nell'immediato

La posizione di Merz e Dobrindt

Alcuni rappresentanti dei cristiano-democratici e dei cristiano-sociali bavaresi hanno subito criticato le parole di Wadephul. "La guerra civile in Siria è finita e per la stragrande maggioranza dei siriani che se ne sono andati, un ritorno è ora possibile e ragionevole" ha affermato, per esempio, Günter Krings, vicepresidente del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag. Gli ha fatto eco il capogruppo della CDU al Bundestag, Jens Spahn: “È un obbligo patriottico ricostruire il proprio Paese e questo vale anche per i siriani che vivono in Germania, devono tornare in Siria e prestare il loro aiuto”. Inoltre, Alexander Hoffmann, presidente dei deputati della CSU al Bundestag, ha affermato che è "assolutamente necessario e giusto sviluppare accordi con la Siria in modo che criminali e persone che rappresentano potenziali minacce per la sicurezza interna della Germania possano essere espulsi velocemente".

Il nuovo accordo di governo sul rimpatrio dei rifugiati

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Il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU) a Damasco

I nuovi accordi in materia di domande di asilo e permessi di soggiorno prevedono che ogni persona che arriva in Germania e che presenta domanda di asilo ha diritto a ricevere un permesso di soggiorno temporaneo, fino a quando non viene presa una decisione definitiva sulla domanda presentata. Se la richiesta di asilo viene respinta, la persona perde il suo diritto a soggiornare in Germania e deve lasciare il Paese entro un lasso di tempo, ora ridotto a 30 giorni ma che può arrivare fino 6 mesi. Se la persona non ottempera all'obbligo di lasciare volontariamente il Paese, sarà obbligata a farlo.

Come si esegue l’espulsione?

I Länder federali o l'autorità competente per l'immigrazione sono responsabili dell'esecuzione delle espulsioni, un’autorità giudiziaria regionale solitamente impone l’esecuzione di rimpatrio. Attenzione: l'espulsione può essere rinviata se è stata concessa una sospensione temporanea, ad esempio se la persona è malata o ha figli con permesso di soggiorno. Le espulsioni non sono generalmente consentite finché la persona è in pericolo di vita o rischia di essere arrestata o perseguitata nel suo Paese di origine. Molti politici del partito alleato di governo della SPD ma anche dei Verdi continuano a criticare duramente il piano di espulsioni di Dobrindt e Merz.

Quanti siriani sono stati espulsi dall’esecutivo Merz?

Secondo i dati del Ministero federale dell'Interno, ad agosto di quest'anno, 920 siriani si trovavano in Germania in attesa di essere espulsi. Altre 9.780 sono obbligati a lasciare il Paese, ma possono restare in Germania perché hanno figli da accudire e mantenere o per motivi di salute. I siriani, ricordiamo, rappresentano il terzo gruppo di stranieri più numeroso in Germania, dopo i cittadini provenienti da Turchia e Ucraina. Nell'agosto 2025 vivevano in Germania 951.406 persone provenienti dalla Siria. Gli afghani invece, l’ultimo dato risale alla fine del 2024, sono oltre 440.000. Fino al luglio del 2025 gli afghani espulsi, sempre secondo il ministero degli Interni, sono stati 81.

Quanti siriani lavorano in Germania e in quali settori?

Secondo l'Agenzia federale per l'impiego, dei circa 950.000 siriani residenti in Germania, 299.730 risultavano occupati ad aprile di quest'anno. Di questi, 249.000 svolgono lavori soggetti a contributi previdenziali. Nell'ottobre 2025, 256.100 erano registrati come persone in cerca di lavoro e 143.770 come disoccupati. In alcuni settori, come quello sanitario, i siriani sono ritenuti indispensabili. Oltre 7.000 medici in attività sul territorio federale, infatti, provengono dalla Siria. Si tratta del gruppo più numeroso di medici stranieri in Germania.

I siriani ai microfoni di COSMO

“Certo, la guerra è finita, ma manca il cibo, l'elettricità, l'acqua” sostiene un intervistato nel corso di un approfondimento sui rifugiati siriani in Germania. “È giusto che i criminali vengano rimpatriati”, aggiunge un altro siriano. “Ma chi non ha commesso reati perché deve essere rimpatriato. E dove dovrebbe andare con la sua famiglia: sulla strada?  Ancora oggi in Siria ci sono persone che non hanno una casa. Molti vorrebbero tornare, ma non sanno dove andare”, sottolinea l'ultimo uomo intervistato dai colleghi di COSMO. All'inizio di dicembre dello scorso anno il regime di Assad è stato rovesciato da forze antigovernative islamiste. Ma ancora oggi, a un anno di distanza, non si può parlare di pace. Mancano case, ospedali e scuole in Siria.  Secondo il viceministro dell'Istruzione Jussef Annan, circa il 40% delle scuole siriane è ancora distrutto. Molte scuole, durante la guerra, sono state completamente saccheggiate. La ricostruzione richiederà anni.

La posizione del governo di Berlino sugli afghani

Il governo federale punta a rimpatri ed espulsioni anche di profughi afghani. A questo proposito, il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) sta portando avanti colloqui per un accordo con i talebani. E questo, nonostante sulla pagina web del ministero degli Esteri si legga: "Il governo federale tedesco non riconosce politicamente il governo de facto dei talebani come governo legittimo dell'Afghanistan." Contemporaneamente il governo di Merz, secondo un'inchiesta giornalistica (di Focus online), avrebbe proposto denaro agli afghani, che hanno ricevuto il visto e sono in attesa di venire in Germania, affinché scelgano di rinunciare al loro viaggio.

Cosa accade in Italia?

Nel frattempo, nel Mediterraneo i profughi continuano a morire. Due settimane fa, 40 migranti, tra cui alcuni neonati, sono annegati al largo delle coste tunisine. Altre 30 persone sono state invece soccorse e salvate. Secondo le notizie riportate dall'agenzia stampa AFP, tutti i 70 passeggeri dell'imbarcazione provenivano da paesi subsahariani. Molti di loro erano fuggiti dalla Libia. La rotta attraverso il Mediterraneo centrale resta una delle rotte dei rifugiati più pericolose al mondo. Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in poco più di 10 anni, dal 2014, attraversando questa rotta sono morte o scomparse più di 30.000 persone. Di quanto accade nel Mediterraneo e in Italia ne abbiamo parlato con Valerio Nicolosi, giornalista regista e fotografo che si occupa di tematiche sociali e rotte migratorie: “In questi anni soprattutto il governo Meloni  - ma anche quelli che lo hanno preceduto - hanno aperto la strada ad una serie di politiche migratorie che poi sono state prese a modello da altri Paesi UE, Germania inclusa. C’è sicuramente l’dea dei rimpatri, c’è l’idea di esternalizzare la frontiera, ovvero di deportare in Paesi terzi i migranti”, spiega Nicolosi.