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La dichiarazione dei redditi tra Germania e Italia spiegata bene COSMO italiano 04.05.2026 22:24 Min. Verfügbar bis 04.05.2027 COSMO Von Francesco Marzano


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La dichiarazione dei redditi tra Germania e Italia spiegata bene

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a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Cristiano Cruciani

È una delle scadenze più temute dell'anno: la dichiarazione dei redditi in Germania. Quali sono le tempistiche, a chi chiedere aiuto, quali i documenti importanti e quali le novità. E soprattutto: come si dichiarano i redditi percepiti in Italia se siamo residenti in Germania? Tutte le risposte da Giulio Galoppo e Ennio Vial, commercialista e specializzato in fiscalità internazionale.

Ein älterer und ein jüngerer Mann füllen die Steuererklärung aus

La dichiarazione dei redditi è sempre una sfida ed è inevitabile

La dichiarazione dei redditi per il 2025

Per l’anno 2025, va consegnata entro il 31 luglio 2026. Se però ci si rivolge a un commercialista o a un’associazione di assistenza fiscale, come il Lohnsteuerhilfeverein, c’è molto più tempo, fino al 28 febbraio 2027.
Molte persone dipendenti con una situazione semplice possono farla anche da sole, soprattutto usando un software fiscale, tipo WISO Steuer o Taxfix. Ne esistono diversi in commercio, alcuni con supporto linguistico anche in italiano. Su ELSTER, il portale ufficiale online del Finanzamt, l’Agenzia delle Entrate tedesca, è possibile compilare e inviare la dichiarazione in formato elettronico. ELSTER è però molto complesso da usare. Oppure ci si può rivolgere a un Lohnsteuerhilfeverein o a un Lohnsteuerberatungsverbund. Chi ha invece una situazione più complessa può rivolgersi a un commercialista.

Cosa si può detrarre?

Elster, das online-Portal vom Finanzamt

ELSTER è il portale online del Finanzamt

Per le persone dipendenti, per esempio: i costi per andare al lavoro, la cosiddetta Entfernungspauschale o, più semplicemente Pendlerpauschale, poi gli strumenti di lavoro come un computer portatile o dei libri di settore, i costi di formazione, le spese per candidarsi a un lavoro, una parte dei costi di telefono o internet usati per lavoro e il forfait per il lavoro da casa, cioè la Home Office-Pauschale. Inoltre, si possono detrarre eventuali spese mediche ma solo oltre una certa soglia. Per i liberi professionisti, la lista è più lunga e comprende tutte le spese legate all’attività, per esempio materiale da ufficio, software, viaggi di lavoro, pubblicità, alcune assicurazioni legate alla professione e anche i costi di consulenza. Importante però: non tutto si può sempre detrarre completamente. Per molte spese ci sono condizioni precise, limiti massimi.

Ascolta i particolari da Giulio Galoppo cliccando sull'audio in alto

Le novità del 2026

Ogni anno arrivano novità e modifiche. Per il 2026 sono stati decisi alcuni vantaggi per contribuenti e famiglie, ma anche qualche costo in più per i redditi più elevati. Partiamo dalle buone notizie: aumenta il cosiddetto minimo esente, in tedesco Grundfreibetrag, cioè la quota di reddito su cui non si pagano imposte. Per i single sale a 12.348 euro, mentre per le coppie sposate raddoppia a 24.696 euro. In pratica, una parte più ampia del reddito resta non tassata. Cresce, inoltre, l’assegno per i figli, il Kindergeld, che arriva a 259 euro al mese per ciascun figlio. Un altro cambiamento molto atteso riguarda i lavoratori pendolari: il rimborso chilometrico aumenta a 38 centesimi per ogni chilometro, fin dal primo. Tra le novità del 2026 c’è anche la cosiddetta Aktivrente: chi ha raggiunto l’età pensionabile può continuare a lavorare e guadagnare fino a 2.000 euro al mese esentasse, senza che questo incida sull’importo della pensione. Ciò vale, tuttavia, solo per chi è lavoratore dipendente, non per i liberi professionisti.

Ascolta i particolari da Francesco Marzano cliccando sull'audio in alto

La dichiarazione dei redditi tra Italia e Germania

Per chi lavora sia in Germania che in Italia oppure ha rendite in un Paese, ma vive nell'altro, quali sono le regole da seguire? Lo abbiamo chiesto a Ennio Vial, commercialista e revisore legale, specializzato in fiscalità internazionale.
Vial ci fa l’esempio di chi vive fiscalmente in Germania ma possiede un immobile in Italia che affitta. Si tratta di un reddito che va senza ombra di dubbio dichiarato in Italia, ma attenzione, anche in Germania, poiché esiste la doppia imposizione. Il reddito ricavato dall’affitto di un immobile di proprietà in Italia potrebbe quindi essere tassato tanto in Italia, quanto in Germania. Nei fatti, tuttavia, si valuta caso per caso e, spesso, non si arriva alla doppia imposizione, se ne viene esonerati.

Ascolta l’intera intervista a Ennio Vial cliccando in alto sull'audio