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L'Europa bacchetta l'Italia ma premia Mario Draghi COSMO italiano 13.05.2026 20:35 Min. Verfügbar bis 13.05.2027 COSMO Von Luciana Caglioti


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L'Europa bacchetta l'Italia ma premia Mario Draghi

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di Luciana Caglioti, Enzo Savignano e Cristiano Cruciani

Con lo sforamento italiano delle regole di bilancio europee, torna il dibattito tra paesi frugali e spendaccioni in un contesto di crisi energetiche e geopolitiche. Una via d'uscita è indicata nel Rapporto sulla competitività europea di Mario Draghi che, per i suoi impulsi a favore di un Europa più forte, riceve il premio internazionale Carlo Magno. Ne parliamo con Enzo Savignano e Alessandro Speciale, autore di due libri su Mario Draghi.

draghi

L'ex Presidente della BCE ed ex Presidente del Consiglio Mario Draghi

Chi non ha rispettato i parametri di bilancio?

Nel 2024, Francia, Italia, Austria, Belgio, Finlandia e Spagna hanno registrato deficit superiori al 3%, portando all'apertura di procedure per deficit eccessivi. Nel 2025, dieci Stati membri hanno superato la soglia del 3% di disavanzo, con Romania, Polonia, Belgio e Francia tra i livelli più elevati. L’Italia continua ad essere monitorata con una certa attenzione dalla Commissione e soggetta alle regole di riduzione del debito, poiché il suo debito pubblico è in continuo aumento e superiore alla soglia del 60% del PIL.

E in teoria in base alle regole e procedure della Commissione, i Paesi che si trovano in questa situazione debitoria dovrebbero garantire correzioni automatiche. L’Italia come altri Paesi membri dell’Ue rischia delle procedure per i disavanzi eccessivi che possono sfociare in raccomandazioni, piani di rientro e, nei casi più gravi, sanzioni economiche. Ricordiamo che le regole del Patto di Stabilità e Crescita, stabilite da tempo dalla Commissione europea ed approvate dagli Europarlamenti prevedono che il disavanzo pubblico non superi il 3% del PIL e il debito pubblico sia inferiore al 60% del PIL, o comunque in riduzione.

Approvazione del nuovo bilancio pluriennale

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La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen

È già in corso un confronto tra Commissione europea e il Parlamento europeo, che il 18 maggio dovrebbe esprimere una prima opinione e posizione, non definitiva, sul quadro finanziario pluriennale, ovvero il bilancio a lungo termine dell’Ue per i prossimi sette anni. Fissa il massimale della spesa annuale nei diversi ambiti di intervento. La Commissione ha finora proposto per il periodo 2028-2034, secondo indiscrezioni di media tedeschi ed italiani, un investimento complessivo di quasi 2000 miliardi, il Parlamento invece si vorrebbe spingere oltre. Intanto sta già sorgendo il vecchio scontro tra i Paesi membri sostenitori dell’austerity e i Paesi che chiedono maggiore flessibilità. I Paesi ora a favore del rigore dei conti sono soprattutto Germania, Belgio ed Olanda.

Tra le voci di spesa su cui la Commissione è pronta a concedere deroghe è il settore della difesa. Dall'inizio della guerra in Ucraina, la spesa è passata da 200 a 320 miliardi di euro. Ma secondo von der Leyen andrebbe incrementata ulteriormente e in modo significativo, fissando un obiettivo superiore al tre per cento annuo. L'obiettivo è incrementare significativamente la prontezza operativa delle forze armate europee.

Ascolta i particolari sull'approvazione del nuovo bilancio pluriennale, cliccando sull'audio in alto.

Il premio a Mario Draghi

Intanto due anni fa, nel 2024, l'ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, aveva presentato alla Commissione Europea una serie di strategie per uscire dalla crisi che caratterizza l'Ue negli ultimi anni. Draghi aveva indicato quali potrebbero essere le vie possibili per riaffermare la competitività europea e far sì che riacquistasse importanza nello scacchiere geopolitico internazionale.

Abbiamo parlato del Rapporto Draghi con Alessandro Speciale, ex capo di Bloomberg News a Roma e autore di due libri sull'ex presidente della BCE: "Mario Draghi. L'artefice: la vera storia dell'uomo che ha salvato l'euro" e "Whatever it takes", entrambi scritti con Jana Randow e pubblicati da Rizzoli. Ad Alessandro Speciale, che lavora attualmente all'ufficio stampa della BCE, abbiamo chiesto se abbia ancora senso parlare del contrasto tra Paesi frugali e Paesi spendaccioni, come si sta facendo negli ultimi mesi all'interno dell'Unione Europea o se invece non si tratti di una categoria ormai superata.

Ascolta l'intervista ad Alessandro Speciale, clliccando sull'audio in alto.