La "vita in valigia" di Gezim, italo-kosovaro in Germania. COSMO italiano. 14.11.2025. 18:12 Min.. Verfügbar bis 14.11.2026. COSMO. Von Cristina Giordano.
La "vita in valigia" di Gezim, italo-kosovaro in Germania
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a cura di Cristina Giordano e Tommaso Pedicini
Gezim Qadraku è nato in Kosovo, è emigrato in Italia da piccolo, dove ha vissuto per 20 anni. Dopo la laurea in Scienze politiche a Milano, 10 anni fa è emigrato in Germania. Da gennaio gestisce insieme al fratello "La mia vita in valigia", piattaforma di informazioni e scambio di consigli per la comunità italiana in Germania. Cristina Giordano si è fatta raccontare la sua storia.
Il content creator Gezim Qadraku
Una vita tra Kosovo, Italie e Germania
Gezim è nato a Pristina, poco dopo l'inizio dei conflitti etnici che cominciavano a dilaniare la ex Jugoslavia e che qualche anno dopo avrebbero coinvolto anche lo stesso Kosovo. La sua famiglia si trasferisce in Italia quando lui ha due anni e ci vive per vent'anni, conseguendo una laurea triennale in Scienze politiche alla Statale di Milano. Da dieci anni Gezim si è trasferito in Germania e vive a Trier, dove ha concluso la magistrale in International Economics and Public Policy presso la locale università.
La mia vita in valigia
Il logo della piattaforma "La mia vita in valigia"
Da gennaio, insieme a suo fratello Fisnik, gestisce la piattaforma "La mia vita in valigia", un sito e un profilo Instagram con oltre 11.00 follower che si rivolge alla comunità italiana in Germania con informazioni, curiosità, ma soprattutto con consigli per chi si è appena trasferito da queste parti o sta per farlo. I due fratelli sperano di farne presto uno sportello digitale e un polo di aggregazione social per gli italiani e le italiane in Germania.
Un'identità complessa
Nell'intervista a Cristina Giordano, Gezim racconta il suo essere cresciuto parallelamente nella cultura kosovaro/albanese e in quella italiana, nascondendo però di volta in volta una parte della sua identità, a seconda del Paese e del contesto in cui si trovava, per essere accettato dai coetanei, o per non deludere le persone care. Questa cosa gli si è manifestata con chiarezza solo quando, trasferitosi in Germania, ha guardato alla sua storia con uno "sguardo terzo", mettendo fine a un conflitto interiore di cui fino ad allora non era completamente consapevole.